-Ma buongiorno! Che mai già sveglio?- domandò sorpresa sulla soglia della cucina,
Indossava uno di quegli enormi pigiami rosa con quelle orrende maniche esageratamente larghe che donano l'aspetto di un molliccio budino alla fragola che vacilla non appena entra in contatto con qualcosa.
-Non avevo più sonno- risposi in tono energico mentre sorseggiavo la mia fumante tazza di latte,
-Ma bravo il mio bambino- disse scompigliandomi i capelli con una mano,
-Ma vai di già?- chiese osservando l'orologio al polso,
-Si- risposi serenamente, -ah mamma, oggi ci sono delle iscrizioni a dei corsi che fa la scuola quindi il pomeriggio vado a pranzo con alcuni compagni, non aspettarmi- aggiunsi avviandomi verso l'entrata,
-Ah..., va bene- disse incredula, -buona scuola! ti voglio bene!- concluse accennando un sorriso provocatorio,
-Si mamma, anch'io...- dissi rapendo il suo furbo sguardo per un istante, dopodiché chiusi lentamente la porta e mi incamminai verso la scuola.
Il sole frastagliava le nuvole cercando di filtrare in esse per irradiare l'ambiente circostante, non appena giravo lo sguardo verso quella fonte di calore percepivo un pesante fastidio che inabilitava leggermente la vista per qualche secondo, ma a migliorare quella sensazione negativa vi era una dolce melodia che arrivava in lontananza, era un calmo e tranquillo pianoforte che risuonava tra i sentieri della città, - ma chi è che si mette a suonare il pianoforte alle 8:00 di mattina..?- pensai incredulo tra me e me mantenendo il passo costante.
Nonostante tutto era piacevole camminare con quel dolce brano che accompagnava la mia presenza, era lenta e leggermente malinconica, riuscivo quasi a udire il suono delle sue delicate dita che battevano rassegnate su quei bianchi tasti producendo un armonioso suono che trasmetteva ciò che batteva nel suo cuore in quel preciso istante... .
-Luca?!?- sentii gridare non appena mi inoltrai nel viale alberato,
cercai la fonte di quel richiamo osservando acutamente, scorsi alle mie spalle quella simpatica figura che interruppe la quiete circostante, era Cecilia, stava correndo verso di me con una fretta incredibile.
-hey! aspetta un attimo...!- esclamò affannata,
I passanti la fissavano malamente come se fosse una criminale in fuga, fortunatamente pareva che a lei non importasse un bel niente, mi fermai per farle capire che poteva benissimo rallentare senza rischiare di cadere rompendosi una gamba e la osservai per quel breve tratto di sentiero.
Passo dopo passo il suo sorriso aumentava sempre più, non appena si avvicinò scorsi il suo sgargiante completo rosso che le dava un non so che di elegante ma misterioso allo stesso tempo, quel suo sorriso bianco rendeva quel colore ancora più acceso e forte, era un piacere vedere una ragazza così allegra ed euforica!
-Oddio, finalmente ti ho raggiunto..- sussurrò poggiando esausta una mano sulla mia spalla, - non ce la faccio più... davvero, mai più una corsa del genere...- aggiunse affannata inclinando la testa verso il basso,
sorrisi osservando quel buffo ritratto che stava creando attorno alla sua figura,
-Comunque!- disse sollevando il capo e puntando lo sguardo nei miei occhi, -tutto bene?- domandò sospirando pesantemente per un'ultima volta e accennando un sorriso,
-Si, tutto bene!- dissi sorridendo alla sua comicità inconscia, - ti sei fatta tutto quel tratto di strada per chiedermi come stavo?- le chiesi ridendo scherzosamente.
Keiji Kentari

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