“La leggenda narra di un amore, ma non di un amore qualunque, uno di quelli potenti, uno di quelli eterni, un amore così grande da essere stato unico e inimitabile... .
Tutto iniziò in un malinconico e spento villaggio in cui gli individui erano costretti a vivere senza alcuna emozione positiva, solamente l'odio e l'amarezza regnavano contrastanti.
Tutto ciò era causato dalla sovrana di quel tetro luogo, la Morte; i suoi lunghi capelli color carbone rendevano l'ambiente ancor più cupo, i suoi occhi immersi nel sangue incutevano terrore a chiunque avesse incontrato il suo sguardo, la sua bianca e perfetta pelle raggelava ogni cosa che toccava e i suoi freddi passi risuonavano nelle silenziose strade per allarmar le persone dell'arrivò di quella meschina creatura. Era un triste giorno di pioggia quando quel povero ragazzo firmò inconsciamente la sua condanna a morte, per puro caso incrociò lo sguardo di ciò che per lui diverrà l'unica ragione di vita, era bellissima, tutto ciò che avrebbe desiderato era a un passo da lui e di certo non tenne conto delle conseguenze che avrebbe dovuto patire; la sua lucente pelle risplendeva tra quella tetra nebbia bagnata, i suoi celestiali occhi luccicavano come due zaffiri e la sua lunga chioma bionda ondeggiava imperturbabile seguendo le soavi correnti fredde. Pareva un angelo ai suoi occhi, un angelo disperso casualmente in quel mondo di semplici e ignoranti mortali... .
Fu amore a prima vista per entrambi e dopo poco tempo i loro nomi risuonarono in città come “Gli innamorati perfetti”.
Trascorsero ogni secondo a loro disposizione passeggiando per le infinite vie di quel villaggio e leggendosi smielati sonetti per proclamare il loro vero amore.
Tutto proseguì armoniosamente fin quando arrivò quel maledetto giorno in cui l'aitante cavaliere decise di compiere il fatidico “grande passo”.
«Tu, unico amore della mia vita, sangue delle mie vene, linfa vitale, prometto a te che i nostri due nomi non verranno mai separati, prometto a te che darò la mia vita per salvare la tua dolce anima, prometto a te che ovunque andrai io ti seguirò per stare al tuo fianco. Ti prometto che ti amerò per sempre, in eterno.
Per rendere tutto ciò reale mi basta un tuo innocuo consenso, vuoi sposarmi?».
La fanciulla non esitò un secondo, dopo un delicato sorriso abbracciò il giovane e gli sussurrò all'orecchio ciò che lui si aspettava da molto tempo.
La notizia si diffuse a macchie d'olio tra quelle grigie case e quei deprimenti vicoli fino ad arrivare all'orecchio dell'unica persona a cui quelle parole fecero ribrezzo.
Passarono le settimane e i preparativi di quel primo matrimonio ormai si potevano notare, il villaggio era in festa e quei colori così spenti erano scomparsi dalla vista di chiunque, la felicità affiorò nuovamente nelle menti di quei poveri cittadini e il profumo di amore penetrava sempre più nei loro stanchi pensieri.
La notte prima di quell'atteso evento si sentirono i lontani passi della Morte che divoravano ogni tratto di strada che varcava, era piena di collera interiore, non voleva permettere che il suo cupo villaggio si trasformasse in uno stupido e allegro paesello per i giovani innamorati.
Lei sapeva cosa fare per bloccare quel ruscello di emozioni e sapeva che quella notte era il momento giusto per far capire alle persone chi aveva il diritto di comandare in quel territorio.
Il mattino seguente il ragazzo si svegliò presto per andar a sbirciar l'abito cerimoniale a casa della sua donna, voleva semplicemente farle una sorpresa, tutto ciò che l'avrebbe reso felice era vederlo indossato dalla sua anima gemella, e fu così... .
Durante il percorso intravide una sottile sagoma bianca legata con una corda ad un ramo dell'enorme quercia che occupava maestosa il campo che precedeva la casa della sua amata, lui sapeva che cosa era accaduto ma per esserne certo si avvicinò a quell'enorme albero.
Era lì, penzolava in quella pesante e infetta aria, il suo corpo sembrava fatto di ceramica e con quel vestito da sposa assumeva le sembianze di una perfetta bambola da collezione.
«Non hai limiti, sei vile...» sussurrò a bassa voce stringendo la fredda carne della sua mano.
La morte sogghignava dall'angolo di una casa soddisfatta di aver diviso per sempre quei due innamorati e di ritornare alle vecchie origini.
«Non potrai mai separarci, gli e l'ho promesso...» -
-Driiiiiiiiiiiiiiiin!!- Il suono della campanella risuonò trasportato da quella piacevole brezza per richiamare a se gli studenti.
Cecilia smise di leggere, alzò lo sguardo verso quei possenti rami e chiuse il libro.
-Meglio se ci sbrighiamo....- disse.
Keiji Kentari
L'ho scritto velocemente per non dimenticarmi nulla quindi devo ancora correggerlo grammaticalmente!
Spero di avervi incuriositi tralasciando la fine della leggenda, ahahahah!
Un saluto, Keiji!!
Nessun commento:
Posta un commento