Ricordo ancora quella misteriosa notte.
Me ne stavo a guardare i candidi fiocchi di neve che scendevano disorientati a causa di quell'aria impetuosa. Al solo toccare il vetro della finestra percepivo il freddo di quell'inverno; un freddo che ghiaccia il sangue nelle vene, un freddo impossibile da eliminare poiché esso penetrerà in ogni minima fessura per raggelarti il sangue, quasi per dispetto e agonia.
Gli alberi rassegnati sostenevano quei fiocchi di neve dispettosi che ricoprivano la loro linfa vitale come se fossero dei parassiti, tutto era morto, devastato da quella fredda stagione.
Stavo per andar a rianimare il caldo e scoppiettante fuoco che stava per spegnersi, ma nel momento in cui girai lo sguardo vidi una sagoma che se ne stava immobile in mezzo ad un campo ricoperto dalla neve, misi a fuoco lo sguardo e cercai di capire chi o che cosa era quella cosa.
Dopo tante ipotesi riuscii a vedere una lunga chioma azzurra, era un ragazza!
Corsi fuori dalla porta prendendo di sfuggita il primo giubbotto che trovai, - che cosa stai facendo lì? Rientra in casa o ti congelerai!- le gridai, non ebbi risposta, se ne stava immobile senza muovere un muscolo, iniziai ad avvicinarmi, il vento era veramente impetuoso e si faceva fatica persino a camminare, continuavo a chiamarla ma non mi diede mai risposta.
Quando fui a un passo da lei cercai invano di prendergli la mano per portarla al caldo, non riuscii a toccarla, si girò di scatto come se avesse percepito il mio calore che avanzava e mi guardò negli occhi; aveva una pelle chiara come il latte, degli occhi talmente chiari e profondi che alla sola vista incutevano terrore, dei lunghi capelli azzurri che seguivano i movimenti del vento, una bocca chiara e delicata ed un naso piccolino, indossava una lunga e bianca camicia da notte con dei piccoli fiori azzurri ai bordi, le sue due braccia incrociate reggevano sulla schiena un lungo panno grigio con cui cercava inutilmente di scaldarsi.
Fui terrorizzato da quello sguardo e d'istinto feci un passo indietro, poi mi accorsi che in quel viso vi era solo tristezza e malinconia, - se stai qui senza niente addosso congelerai! Vieni con me!-
La ragazza rimase impassibile, dopo che attesi inutilmente una sua risposta per qualche secondo decisi di portarla dentro casa con la forza piuttosto di lasciarla congelare, quando le porsi la mia fredda mano lei distolse lo sguardo e guardò in un punto. lo indicò con la mano e senza accorgermene distolsi lo sguardo da lei per cercare quel misterioso punto; era una vecchia villetta abbandonata danneggiata dalle varie intemperie di quei lunghi anni, non capii che cosa volesse dirmi ma non appena cercai di riprendere il suo sguardo mi accorsi che lei non c'era più, era svanita nel nulla, si intravedevano le orme dei suoi nudi piedi sulla neve e al centro di esse vidi una catenella argentata spuntare, quando la presi mi accorsi che le mie mani non percepivano più nulla e per non rischiare il congelamento mi misi a correre verso l'entrata della casa.
Non appena entrai in casa misi velocemente un ceppo di legno nel caminetto e cercai di rianimare le mie mani congelate davanti a quel scoppiettante fuoco.
C'era un silenzio tombale in cui si sentiva solamente il ticchettio perpetuo delle lancette ed il rumore del vento che fischiava penetrando nei piccoli cunicoli del paese.
Per un momento mi scordai di quella ragazza misteriosa ma non appena riacquistai la sensibilità alle mani vidi quella catenella argentata che penzolava dalla mensola, l'avevo posata distrattamente lì senza nemmeno guardarla, quando la presi in mano mi accorsi che non era una semplice catenella ma era un piccolo ciondolo che indossava quella ragazza prima di sparire nel nulla. Alla fine della catenella vi era un piccolo bulbo d'argento con varie ammaccature, al centro spiccava una piccola pietra verde (probabilmente smeraldo) con ai bordi dei piccolissimi fiori stilizzati, sopra allo smeraldo vi era scritta una parola quasi illeggibile.
-K █ █ D R █-
Riuscii a interpretare solamente quelle tre lettere ma il desiderio di scoprire ciò che voleva dirmi era molto e la voglia di scoprire chi era quella ragazza misteriosa non si faceva mancare.
Decisi di rimandare quell'investigazione al giorno dopo poiché la stanchezza dopo tutto quel trambusto mi stava assalendo, pochi minuti più tardi crollai in un profondo sonno sul divano di fronte al caldo fuoco del camino.
Keiji Kentari
Spero vi abbia incuriosito!
Scusate se non è un granchè ma è la prima volta che scrivo un racconto così >.<
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